INTRODUZIONE ALLA TUTELA QUANTITATIVA

 

Fino agli anni 50 il Lago di Bolsena e il suo emissario Marta non presentavano problemi di scarsità d’acqua. Nel corso degli ultimi decenni invece la situazione è deteriorata, tanto che alla fine delle stagioni estive il livello del lago scende frequentemente fino al limite dell’emersione dei fondali di fronte al Comune di Marta mentre la portata dell’emissario scende sotto il deflusso minimo vitale.

Le cause sono due: la situazione climatica tende alla siccità e contestualmente aumentano i prelievi di acqua dal lago e dal suo bacino idrogeologico. Il lago di Bolsena è considerato "riserva di acqua potabile per il Lazio", ma la sua potenzialità è esaurita. Infatti, mentre una falda acquifera può essere sfruttata abbassandone il livello di vari metri senza che nessuno se ne accorga, il lago di Bolsena ha un limite di escursione di pochi decimetri, oltre il quale affiorano i fondali e cessa il deflusso dell'emissario. E’ di tutta evidenza che il sistema lago/emissario non ha più acqua da dare oltre a quella che già dà, che corrisponde a 35 cm/anno di livello.

Un maggior consumo per necessità idropotabili comporterà necessariamente la riduzione dei consumi irrigui, sempre che non si possa ricorrere a improbabili approvvigionamenti esterni. E non è da escludere, anzi è da prevedere, che la situazione climatica deteriori ulteriormente mettendo completamente in crisi il sistema idrico.


Alcune tracce di erosione indicano che 12.000 anni fa il lago aveva raggiunto quota 310 m s.l.m. ossia 5 metri superiore a quella attuale. Poi, a causa del clima siccitoso, il livello è sceso gradatamente fino a raggiungere in epoca villanoviana 295 m, ossia 10 metri sotto la quota attuale. Questo periodo siccitoso è provato da ritrovamenti archeologici sui fondali, non solo nel lago di Bolsena, ma anche nei laghi di Mezzano e di Vico.  Successivamente la quota è risalita a 3 metri sopra l'attuale, ma gli Etruschi per ricuperare terreno agricolo, tagliarono la roccia all'incile portando il lago al livello attuale.

Recenti studi (cfr. Dragoni e altri) dimostrano che sono avvenute variazioni del clima anche nel corso degli ultimi secoli. L'ultima fase calda è avvenuta all'incirca fra il 1000 e 1250 d.C. (Periodo Caldo Medioevale), seguita da una fase fredda (Piccola Era Glaciale) dal 1450 al 1850 circa.

Non è quindi da escludere che stiamo attraversando un nuovo periodo caldo e siccitoso che potrebbe avere lunga durata. Preoccupano lo scioglimento dei ghiacciai e tante altre manifestazioni globali che testimoniano l'avanzamento della tropicalizzazione e poco importa se questo mutamento del clima sia dovuto all'effetto serra o a cause naturali. Prendiamo atto della situazione locale odierna: le piogge nel 2007 hanno raggiunto un minimo storico, come pure il livello autunnale del lago e la portata dell'emissario. La situazione si prospetta grave: è tempo di affrontarla con un "management action" in modo da ridurre i prelievi idrici dal bacino del lago di un buon 30%.

In conclusione, il lago di Bolsena ha già dato, chiedere di più sarebbe causa di danno ambientale.

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