IL BACINO IDROGEOLOGICO

 

A causa della loro grande porosità le rocce vulcaniche contengono acqua negli spazi interstiziali per cui il lago di Bolsena è la parte affiorante di una grande falda acquifera, alimentata dalle piogge che percolano attraverso il terreno.

Nella carta la linea intera unisce gli spartiacque sotterranei delimita il “bacino idrogeologico”, cioè quella parte della falda acquifera che defluisce verso il lago. Le linee intere più sottili non indicano la quota del suolo rispetto al mare, ma quella delle “isopieze” cioè la quota s.l.m. del livello dell’acqua nella falda.

Il livello del lago è a circa 304,5 s.l.m. le isopieze nel settore settentrionale del lago superano i 450 m s.l.m. Ciò spiega il deflusso ipogeo dell’acqua verso il lago e la presenza di sorgenti a quote inferiori, anche subacquee.

Nella carta la linea tratteggiata indica lo spartiacque, precedentemente citato, che delimita il bacino imbrifero, detto anche “bacino idrografico”.In conclusione il lago è alimentato dalla pioggia in tre modi: quella che cade direttamente sullo specchio lacustre, quella che scende in superficie lungo la parte emersa del bacino imbrifero e quella che percola all’interno bacino idrogeologico e che scende al lago per vie ipogee.

L’antagonista della risorsa pioggia è l’evaporazione. La pioggia che cade sullo specchio lacustre è dell’ordine di 850 mm/anno, mentre l’evaporazione è di oltre 1000 mm/anno. Il deficit è colmato dall’apporto dal bacino emerso.

Pesano inoltre prelievi idrici effettuati direttamente dal lago, dalle sorgenti e dalla falda (mediante pozzi), per cui solo una piccola quantità dell’acqua piovana che cade all’interno del bacino idrografico defluisce dal fiume emissario.

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